GIOACCHINO PECCI, FUTURO LEONE XIII, a S. LEUCIO DEL SANNIO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente articolo di Erricoberto Pepicelli.

GIOACCHINO PECCI, FUTURO LEONE XIII, a S. LEUCIO DEL SANNIO.

Perché Robert Francis Prevost, per il nome, si è ispirato a Leone XIII.

*Erricoberto Pepicelli

Il richiamo di R. F. Prevost al Papa eletto nel 1878 è dovuto principalmente all’ enciclica Rerum Novarum con cui Leone XIII affrontò la “questione sociale” nel contesto della prima rivoluzione industriale.

E, oggi, la Chiesa deve rispondere ad un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale che, con le parole di Papa Leone XIV, “comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.
E perché S. Leucio fu importante per Papa Leone XIII?
Tutta S. Leucio si ritiene fortunata per aver ospitato Vincenzo Gioacchino Pecci, insieme a tanti altri personaggi illustri.
Questo insediamento collinare, a 382 m. s.l.m., è stata parte dell’enclave pontificia sin dal 1298 insieme a S. Angelo a Cupolo, con Benevento capoluogo1.
Il gruppo di case, conosciuto come il Casale dei Collinari, nel 19° secolo denominato S. Leucio Sannita, soltanto nel 1928 assume il nome di S. Leucio del Sannio.
Il tremendo sisma del 5 giugno 1688 rese la Chiesa, dedicata al Santo Vescovo di Alessandria, quasi impraticabile e l’arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini, poi Papa Benedetto XIII, ne seguì la ricostruzione e la riconsacrò.

Il Cardinale Orsini tante volte era arrivato al Casale dei Collinari percorrendo a dorso di cavallo il tratto di strada che Benevento lo portava su questo colle, anche dopo l’elezione a Papa.

Successivamente di San Leucio il Borgia tesse un elogio indiscutibilmente sperticato. Parlando delle amenissime colline locali, che definisce “le più belle e diliziose di tutto il territorio beneventano: Richiedeva da noi speciale menzione questo luogo, ed il Santo che gli dà il nome, lustro e decoro, e per essere il principale del dominio Beneventano, e per averlo scelto per nostra dimora ne’ tempi estivi ed autunnali, trattivi dalla salubrità dell’aria, e dalla amenità del sito, a cui più che a qualunque altro di questo Pontificio Stato ben si convengono que’ versi di Orazio, lib. I epistular., epist.I:
Novisti ne locum potiorem….
Est ubi plus tepeant Hyemes? Ubi gratior aura
Leniat, rabiem canis, ac momenta Leonis,
cum semel acceptis solem furibundus auctum”2.

Ed eccoci alla visita di Gioacchino Pecci, Delegato Apostolico di Benevento, salito al soglio di Pietro col nome di Leone XIII, dal 1838 al 1840. Il soggiorno sanleuciano di Pecci si intreccia con la storia della famiglia Zamparelli.

…. Nel Palazzo Zamparelli fu ospitato Gioacchino Pecci. A fare gli onori di casa sono Giovannandrea e Michelangelo, fratellastri, entrambi consiglieri della Delegazione Apostolica di Benevento. Un figliolo di Michelangelo, Errico, fu battezzato dall’illustre personaggio.

 

Il Delegato Apostolico Pecci (nato nel 1810) dovette affrontare a Benevento, una difficile situazione politico-economica, ripristinando energicamente la già vacillante autorità pontificia sulla popolazione beneventana che era assai incline all’unione con Napoli, e reprimendo con severità sia il brigantaggio sia lo sviluppato movimento liberale mazziniano. Proprio a Benevento il Pecci rivelò per la prima volta doti di ottimo amministratore e di abile uomo politico, doti che poi confermò quando, nel 1841, fu chiamato a reggere l’importante delegazione di Perugia”3. Nel corso della sua operosa attività il futuro Leone XIII pose la prima pietra del tempio in onore della Madonna delle Grazie, in data 26 maggio 1839. Le statue dei due Pontefici ne fiancheggiano, imponenti, l’entrata principale.

Ed ecco il motivo principale del legame di Gioacchino Pecci con S. Leucio:

“Dopo un mese cadde gravemente ammalato”. Fu seguito da medici di valore di Benevento, e da altri giunti anche da Napoli e dal Molise.

“E così la valentia dei medici, e le continue ferventi suppliche fatte dai cittadini appo il prodigioso simulacro della Vergine SS. delle Grazie misero in salute Mons. Pecci, il quale, fra la comune esultazione, fu convalescente prima in S. Leucio presso i Signori Zamparelli, e poscia in Montefusco nella foresteria delle Suore Domenicane”4.

Gli Amministratori di S. Leucio hanno dedicato una strada a Vincenzo PECCI.

 

Il nostro augurio è che Papa Leone XIV possa, durante il suo Pontificato, visitare Benevento ed il Sannio, magari, nel 2028, quando Benevento insieme a Pietrelcina potrebbero essere scelte come Città della Cultura.

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1 Quando i Normanni ne intrapresero la conquista, la città di Benevento si diede a papa Leone IX nel 1053: ormai costituiva solo una piccola enclave nel territorio del ducato normanno di Puglia, poi del Regno delle Due Sicilie fino al 1860 con l’Unità d’Italia.
2 Hai mai conosciuto un luogo migliore? Dove trovi un inverno più mite? Dove una brezza più piacevole mitighi l’arsura rabbiosa della canicola e l’urto del solleone, una volta che insofferente hai ricevuto il sole torrido”.
 in Porcaro, C., La Collina delle Querce, S. Leucio Del Sannio tra Cronaca e Storia, Ed. Spazio 2000,1980, pp. 53, 57.
3 Porcaro, C., op. cit. pag.54.
4 ATTI della Società Storica del Sannio, Anno IX, Fascicolo II-Maggio-Agosto 1931-IX -De Rienzo, A, Leone XIII e Benevento, pag. 16.
Vedi anche:
*Casoli, P., B. LEONE XIII sino a mezzo il 1887, Modena TIP. Pontificia ED. Arcivescovile dell’Immacolata Concezione editrice, MDCCCXXXVIII.
**Archivio Parrocchiale della Chiesa Madre di San Leucio Vescovo a San Leucio del Sannio (BN). Parroco Don Michele Villani.

  • ***Foto di Alessia Rapuano, 2025.

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